E’ il 1989 quando Dave Wyndorf decide di dar vita ai Monster Magnet, o meglio ai Monster Magnet così come li conosciamo oggi. Difatti fin dai primi anni ’80 Dave, originario del New Jersey (USA), era stato impegnato in progetti metal dai nomi più disparati, di cui i due maggiormente ricordati sono i ‘Dog of Mystery’ e gli ‘Airport 75’. Nati come garage band che eseguiva cover dei Black Sabbath, cominciano a scrivere pezzi loro ispirandosi agli Stooges e allo space rock degli anni ’70, di cui con.... Leggi ancora
E’ il 1989 quando Dave Wyndorf decide di dar vita ai Monster Magnet, o meglio ai Monster Magnet così come li conosciamo oggi. Difatti fin dai primi anni ’80 Dave, originario del New Jersey (USA), era stato impegnato in progetti metal dai nomi più disparati, di cui i due maggiormente ricordati sono i ‘Dog of Mystery’ e gli ‘Airport 75’. Nati come garage band che eseguiva cover dei Black Sabbath, cominciano a scrivere pezzi loro ispirandosi agli Stooges e allo space rock degli anni ’70, di cui conservano tuttora l’immaginario fantascientifico. Nel corso degli anni la formazione, anche a causa di dissidi interni, cambia, finchè non si stabilizza con quella attuale. L’unico veterano è Dave Wyndorf, cantante e chitarrista, mentre il basso è di Jim Baglino, la batteria di Bob Pantella e l’altra chitarra di Ed Mundell. Il gruppo pubblica sei album che gli permettono di conquistare un bacino di fan sempre più vasto, grazie anche all’attività live che esprime al meglio l’energia e la potenza dei loro brani. Il wrestler Matt Hardy arriva addirittura ad utilizzare la canzone ‘Live for the moment’ per l’entrata sul ring, tanto forte è la scarica di adrenalina che provoca il suo ascolto. Il 2006 è però un anno critico: Wyndorf viene miracolosamente salvato da una overdose di droga e i quattro sono costretti a prendersi un periodo di pausa. Il cantante finisce in riabilitazione e nel frattempo comincia a comporre i pezzi che finiranno nel settimo ‘4 way diablo’, che esce l’anno dopo e risente molto della tragica esperienza. Le influenze anni ’60 e ’70 sono ancora forti e vengono rimarcate dalla presenza di una cover di ‘2000 Light Years from home’, brano del 1967 dei Rolling Stone, anch’esso ricco come le altre dodici tracce di richiami psichedelici misti al rock classico da una parte e al metal dall’altra.
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